Interviste

Podemos, una voce da dentro

Natalia, 30 anni, è uno dei membri di Podemos Belgica, l’unico circolo belga, tra i 700 nati in tutta Europa negli ultimi 5 mesi, che fa capo al partito-movimento centrale, Podemos, di Madrid. Lei è nata in Messico, ma a 10 anni si è trasferita in Spagna con la famiglia. Dopo aver ottenuto due titoli di laurea – Psicologia politica e Sviluppo e cooperazione (all’Università Complutense di Madrid), ha lavorato in Cile, dove ha “sperimentato gli effetti di una società lasciata in mano al gioco dei mercati“. Da 3 anni lavora  a Bruxelles come consulente indipendente per progetti in campo umanitario. Durante i suoi studi ha vissuto anche un anno in Italia, a Bologna. Con lei abbiamo parlato di Podemos, delle ragioni del successo del movimento, ma anche della possibilitá di vedere, in futuro, qualcosa di simile in Italia.

Perché hai deciso di far parte di Podemos?

Dopo le esperienze di lavoro all’estero e l’arrivo della crisi, a causa di una certa frustrazione personale, ho sentito la necessitá di impegnarmi in politica.

Da dove viene questa frustrazione?

In primo luogo è causata dalla manipolazione dell´informazione veicolata dai media mainstream: dal The Guardian, a El Paìs. In secondo luogo, è dovuta alle misure politiche ed economiche adottate dal governo spagnolo e dalla corruzione che dilaga tra la classe politica, nella “casta”.

1 milione e 300mila voti… Perché Podemos ha attratto tutte queste persone?

Credo che sia un progetto intelligente. I promotori sono accademici e membri attivi dei movimenti sociali: persone in grado di fare una diagnosi accurata dei problemi sociali. Inoltre, grazie a Podemos, sono stati uniti tutti i diversi movimenti nati dopo il 15M, dagli Indignados alle varie “maree“. Il problema è che nessuno si scandalizzava più per le manifestazioni. E per i movimenti sarebbe stato molto difficile fare il salto “istituzionale”. Inoltre, se la diagnosi dei problemi sociali è più o meno condivisa da una buona parte dello spettro politico, Pablo Iglesias e le altre persone del gruppo di Madrid hanno proposto un nuovo “discorso”.

Ovvero?

Non è piú una questione di “destra” o “sinistra”. In altri termini, la politica è sempre meno una questione identitaria. Ciò che ci accomuna sono i problemi sociali. Inoltre, la sinistra ha sempre accusato “i mercati”. Se il tuo interlocutore rimane sempre etereo e vago, non riesci ad avere un mordente. Individuando persone – e non soltanto “entità” – responsabili delle scelte politiche, Podemos è riuscito a coagulare il consenso dei cittadini e dei movimenti. Anche per questo, il concetto di “casta” è cosí importante: avere un avversario politico chiaro concretizza la tua lotta. In secondo luogo, credo che ci sia stato un forte processo di identificazione fra gli elettori e i candidati della lista. Podemos non è un partito-movimento “per” il popolo, ma “del” popolo.

Il circolo Podemos Belgica si riunisce ogni sabato alla Maison de la Pais, a Ixelles, Bruxelles.

Il circolo Podemos Belgica si riunisce ogni sabato alla Maison de la Pais, a Ixelles, Bruxelles.

Persone di diverso orientamento politico possono convivere in un solo movimento?

All’interno di Podemos ci troviamo in una fase di “apprendimento collettivo”. Noi non escluderemo nessuno dalle nostre riunioni. E proprio per questo i circoli svolgono un ruolo chiave. Non proviamo a indottrinare nessuno. Non ci giudichiamo a vicenda. Quando sono arrivata a Podemos, mi è stato detto che c’era bisogno di nuove idee. Ovviamente, chi partecipa condivide una serie di principi. C’è un equilibrio tra valori condivisi e apertura verso l´esterno.

Quali sono i valori di cui parli?

Uguaglianza, solidarietà e integrità morale.

Con il termine “casta” non si rischia di generalizare troppo?

No. Credo che il concetto di “casta” sia molto chiaro. Si tratta di leader corrotti, di politici che non amministrano nel nome dell’interesse comune, ma che guardano soltanto al proprio tornaconto personale e che si scambiano favori a vicenda.

Vi hanno attaccato dicendo che siete legati all’ETA e a gruppi politici violenti…

Credo che oggigiorno sia soprattutto la società a essere violenta. Per quanto riguarda i Paesi Baschi, non credo che, allo stato attuale, la violenza sia uno strumento utile. Ogni azione politica ha bisogno di consenso: anche l’uso della violenza. Questo consenso non esiste nella Spagna di oggi.

Quanto siete dipendenti dal nucleo di Madrid?

Il gruppo di Madrid fa un lavoro incredibile, direi che non dormono la notte. Cerchiamo di contattarli soltanto quando c’è un’urgenza, anche perché, come dicevo, godiamo di una grande autonomia. Alcune decisioni della sede principale sono state fortemente criticate dalla base nel passato, portando a un cambio di direzione. Inoltre, credo che ormai, oltre a Iglesias, ci siano molti altri volti che stanno guadagnando popolaritá.

Iglesias dice che, un giorno, otterrete la maggioranza dei voti in Spagna… Ha ragione?

Considerando che non ci aspettavamo tutto questo successo, chi può dirlo? Ora godiamo anche di una discreta visibilità. La gente ha capito che c’è un partito che ha la volontà e la capacità di cambiare le politiche economiche. Inoltre il Partito socialista sta perdendo sempre più elettori che potrebbero passare dalla nostra parte.

Hai vissuto un anno a Bologna; credi che un fenomeno come quello di Podemos possa nascere anche in Italia?

In Italia c’è un grande problema che chiamerei “paura collettiva”. Basta pensare alla Mafia. E’ un grande ostacolo alla mobilitazione sociale. Ci vorrebbe una persona come Iglesias a capo di un movimento. In Italia, nei dibattiti televisivi si vedono sempre i soliti politici parlare degli stessi problemi. Se ci fosse qualcuno con un background in studi politiologici, esperto di movimenti sociali e cambiamenti politici, potrebbe accadere ciò che è successo in Spagna. Iglesias ha elevato di molto il livello dei dibatti.

Un comico potrebbe guidare un movimento del genere?

Dipende, se guardiamo all’Islanda direi di sí…

Perché criticate Grillo?

Grillo è un leader troppo concentrato su sé stesso, sulle sue opinioni. Non ha una solida “ideologia” e non porta fatti a sostegno dei suoi discorsi. Senza contare che su alcuni temi è piuttosto ambiguo.

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s