Opinioni

La Merkel e il “voto di prestito”, per vincere ancora

Wahl, "Voto" in italiano

Wahl (“Voto” in italiano)

Da Berlino, Salvatore Rinaldi

Un risicato numero di voti  determinerà quale sarà la coalizione che guiderà la Germania dopo il 22 settembre. in Germania si vota al cambio di stagione, ma non è affatto detto che la locomotiva d’Europa volterà pagina, anzi.

LA DESTRA E IL “VOTO DI PRESTITO”

La percentuale di consensi per l’attuale coalizione, formata dal partito di Angela Merkel, la CDU, e dal partito liberale, l’FDP, oscilla tra il 45 e il 47%. Dal momento che il sistema elettorale tedesco non prevede alcun premio di maggioranza, questa coalizione rischia quindi di non avere abbastanza voti per formare un governo. La CDU è il partito più forte della Germania e la cancelliera  è molto rispettata dal popolo tedesco, motivo che giustifica gli ottimi risultati a livello nazionale. A livello regionale e a livello comunale (soprattutto nelle grandi città) però, Angela Merkel incassa sconfitte, una dopo l’altra. Per quanto riguarda l’ FDP, questo partito si attesta al 5-6% e poiché la legge elettorale tedesca prevede una soglia di sbarramento pari al 5%, rischia addirittura di rimanere fuori dal Bundenstag. Tuttavia nelle ultime settimane questo partito sta registrando un netto miglioramento nei sondaggi: se un mese fa non andava oltre il 4%, adesso registra un consenso quasi del 6%. Seppure non sia ancora possibile spiegare questo incremento, è lecito pensare che esso sia dovuto a una tecnica utilizzata dagli elettori della CDU già in precedenti tornate elettorali: si tratta della cosi detta Leihstimme (voto di prestito). Tramite questo escamotage  i simpatizzanti della CDU danno il loro voto alla FDP in modo che quest’ultima forza politica riesca a entrare nel parlamento e rendendo più probabile una coalizione maggioritaria tra i due partiti successivamente.

Un breve esempio per chiarire le idee:

Poniamo il caso che la CDU registri un risultato elettorale pari al 46% percento e che l’ FDP ottenga il 4%. In questo caso la coalizione non sarebbe possibile perché l’FDP non entrerebbe nel parlamento a causa della soglia di sbarramento (5%). Ma se una parte degli elettori della CDU andasse a votare FDP per far superare al potenziale futuro partner il 5%, la coalizione sarebbe possibile. Ah, questi “furbacchioni” tedeschi…

LA SINISTRA, FINCHE’ LA BARCA VA… 

Dall’altra parte invece ci sono i partiti di sinistra: l’SPD, i Grüne (Verdi) e la Linke (letteralmente “Sinistra”). Questi 3 partiti insieme raggiungono quasi il 45% dei voti. Tuttavia, sia l’SPD che i Grüne hanno chiuso alla possibilità di stringere una coalizione con la Linke. Appare chiaro quindi come la sinistra, o meglio il centrosinistra, non abbia alcuna possibilità concreta di governare la Germania. L’SPD nei sondaggi oscilla tra il 23 e il 25% e non si può escludere che ottenga un risultato addirittura peggiore delle scorse elezioni. Le ragioni della debolezza del SPD non sono dovute alle gaffe del suo candidato cancelliere, Steinbrück (per intenderci, quello che aveva definito Beppe Gillo un “clown” …), quanto invece al ricordo ancora vivo delle riforme economiche liberiste (la così detta Agenda 2010) varate dal ex-cancelliere Schröder all’inizio dello scorso decennio. Una scelta politica che ha allontanato parte dell’elettorato storico. I Grüne invece oscillano tra il 12 e il 14% e sono un partito in piena forma e in continua crescita, sia per quanto riguarda il numero degli iscritti, sia per quanto riguarda i successi elettorali ottenuti negli ultimi anni. A mio avviso saranno loro la “vera sorpresa” di queste elezioni, seppur non è probabile che riusciranno a raggiungere una quota superiore al 15%. Per quanto riguarda la Linke invece, i sondaggi prevedono un risultato intorno al 9%. Anche a causa delle chiusure dell’SPD e dei Grüne sembrerebbe che il futuro di questo partito sarà tra i banchi dell’opposizione. Tuttavia, un cambio ai vertici della SPD e dei Grüne potrebbe aprire uno spazio (seppur molto stretto) per un tentativo di coalizione. Staremo a vedere.

LE ALTERNATIVE

Oltre a questi 5 partiti ve ne sono almeno altri due che meritano qualche riga: i Piraten e l’Alternative fuer Deutschland (AfD), il partito anti-Euro. Entrambi questi partiti oscillano nei sondaggi tra il 2 e il 3% e per questa ragione sembra molto improbabile che a un mese delle elezioni riescano a recuperare i voti necessari per entrare nel Parlamento. Tuttavia la presenza dell’AfD potrebbe essere la causa principale della mancata coalizione tra CDU e FDP, dal momento che tutti e tre condividono lo stesso serbatoio elettorale: quello di centrodestra, meno europeista, più conservatore e liberista.

IL GIOCO DELLE COALIZIONI

Tirando le somme, le coalizioni più probabili sembrano essere quelle tra la CDU e l’FDP e quella tra la CDU e l’SPD: la cosiddetta grande coalizione. Non è da escludere del tutto, che possa realizzarsi un’alleanza (alquanto bizzarra in realtà) tra la CDU e i Grüne. Politicamente, quest’ultima appare assai meno probabile, dal momento che la base dei Grüne non vedrebbe di buon occhio una coalizione con i conservatori della CDU. D’altra parte e allo stesso tempo, è vero che una buona parte della base dell’SPD non sarebbe soddisfatta di una nuova grande coalizione, la quale, temono i più pessimisti, potrebbe rivelarsi fatale per il futuro dei socialisti.

UNA CERTEZZA

I punti interrogativi sono ancora tanti e la sfida si può considerare ancora aperta, anche se un dato sembra giorno dopo giorno sempre più chiaro: il prossimo cancelliere della Germania sarà ancora una volta una donna, Angela Merkel.

Salvatore Rinaldi

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