Italia / Opinioni

Il bimbo Crimi e la mano di Grillo

buon padre

Ovvero, del capogruppo che aveva bisogno della mano paterna del padrone.

Crimi Vito, raggiunti i 41 anni, anni felici, anni spensierati tipici del senatore che lieto s’affaccia agli scranni del Senato della Repubblica, vede in Giuseppe Piero Grillo un padre buono. Crimi Vito, molto, molto giovane dentro, ha affermato, nella trasmissione di Lucia Annunziata, che Giuseppe Piero Grillo sarebbe un padre buono che tiene per mano un bambino che cammina carponi, tenendolo lontano dai pericoli. Il pericolo sarebbe costituito dai soldi. Il bambino che cammina carponi sarebbe Crimi Vito. Un capogruppo di eletti che camminano carponi, per estensione. Un capogruppo che cammina carponi meglio degli altri, in quanto capogruppo. Cerchi, chi legge, di scacciare l’immagine di Crimi Vito, senatore, che cammina carponi. E si cerchi, nonostante l’involontaria ironia di Crimi Vito, capogruppo a carponi, di analizzare il senso delle parole del giovane Vito.

Crimi afferma che la mano paterna di Grillo terrebbe lontani gli eletti a 5 stelle dai pericoli. I pericoli sono i danari. Dunque, senza Grillo, gli eletti, bambini che camminano carponi, sarebbero pronti a rubare. Lo stesso Crimi, ha affermato di non essere pronto a vedere tanti soldi (quelli che riceve in quanto parlamentare) tutti insieme. Di esserne, insomma, tentato. Questo significa che Crimi Vito, eletto senatore, capogruppo dei bimbi a carponi, non è onesto per scelta, non rappresenta il meglio, è solo un bimbo pronto a rubare le caramelle, alla prima distrazione del babbo Beppe. Gli eletti 5 stelle, sarebbero, per il loro capogruppo, nient’altro che bambini in fasce incapaci di operare delle scelte.  Queste scelte le opera la mano paterna, quella che decide cosa costituisca un pericolo e cosa non lo costituisca. Quindi Grillo, per Crimi, incapace di stare lontano dai pericoli e dalle tentazioni, è il padre padrone del movimento, essendo l’unico capace di operare scelte. Ne detta, quindi, anche la linea politica, e chiunque sia capace di fare una distinzione tra bene e male, sarà capace di fare questa facile deduzione. Evidentemente non Crimi Vito. Ma se gli eletti hanno bisogno della mano di Grillo, se non sono capaci di riconoscere i pericoli, cosa sono se non dita che pigiano pulsanti in Parlamento su ordine del padre buono? Qual è la funzione, qual è il ruolo di questi bimbi a carponi?

Un movimento, che rivendica la centralità del Parlamento, dichiara, attraverso il suo capogruppo, di aver bisogno della mano paterna di Grillo. Il capogruppo portavoce del movimento si paragona, alla veneranda età di 41 anni, a un bambino che cammina carponi. Ma un movimento che ha bisogno della mano del padrone è una setta.  C’è davvero ancora bisogno di padroni? E’ nella mano del padrone la democrazia dal basso? E’ in un quarantunenne che si paragona a un bambino che non sa camminare da solo? Sarebbe questa la rivoluzione?

Francesco Ditaranto

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