Italia / Opinioni

I ragazzi della “Terza C”

Enrico Sama, autore di satira romagnolo, si è divertito a riscrivere in chiave liceale il Buongiorno di Massimo Gramellini, “Maledetti, mi amerete“.

Dal 1992 la «Terza C» del liceo «Italia» ha vinto solo due volte le elezioni di istituto. In ambedue i casi le ha vinte con Romano, un «esterno» con un passato in un’interclasse speciale, ora non più esistente, detta DC. I veri problemi della «Terza C» sono le lotte intestine, l’assenza di una strategia vincente e l’atteggiamento di presunta superiorità rispetto alle altre sezioni.

Non è un caso che in questi anni la maggioranza degli studenti abbia preferito votare per Silvio, il capoclasse della «Terza B», popolare per aver vinto con la squadra di calcetto coppe e campionati studenteschi, per aver creato una tv d’istituto e abilissimo nello sfruttare l’allergia al comunismo di gran parte degli studenti.

Anche se i ragazzi della terza C non sono più «rossi», tutti si ricordano quando vestivano le magliette con il Che, leggevano Gramsci in giardino e parlavano del sub-comandante Marcos. In questi anni le parole di Silvio hanno convinto: «meno tasse d’istituto per tutti!», «un banco nuovo anche per te!», «più gite! meno esami!».

La «Terza C» è rimasta unita contro Silvio, ma non ha risolto i suoi problemi. Ha provato a cambiar nome, simbolo, slogan, ma soprattutto ha cercato di aprirsi copiando le primarie, dopo aver saputo che nel liceo «America» fanno così da anni. Inizialmente erano primarie «scontate» senza vera competizione, ma la partecipazione da parte degli studenti delle altre classi fu alta.

All’interno della «Terza C», il gruppetto soprannominato «l’apparato», pensò che le primarie erano la chiave per battere Silvio alle elezioni d’istituto del 2013. Ma diversamente dalle elezioni del 2008, dove la sfida fu a due, questa volta, oltre al capoclasse della «Terza B», indebolito da promesse non mantenute e da troppe feste, si presentarono il tecnico Mario della «Terza A», in ottimi rapporti con il Liceo «Bruxelles», e Beppe della «Terza F», conosciuto da tutti per i suoi discorsi senza peli sulla lingua nel piazzale dell’istituto.

Alle primarie della «Terza C» si presentarono: Nichi (abile narratore romantico), Pier Luigi (competente, ma noioso, spesso in giardino con il sigaro), Matteo (camicia bianca e iPhone), Laura (ambientalista) e Bruno (anche lui proveniente dall’interclasse DC). Le voci dell’atrio danno Pier Luigi favorito, ma Matteo con il suo discorso «rottamatore» riscuote consenso anche in quelle sezioni non vicine alla «Terza C».

Diversamente dalle primarie precedenti, le regole vengono cambiate, ci sono sbarramenti tra primo e secondo turno. Alcuni studenti vedono questo come una chiusura della «Terza C» per «blindare» la vittoria di Pier Luigi. L’esito conferma le previsioni: Matteo è sconfitto, ma si dichiara leale e in «Terza C» la vittoria delle elezioni è già data per sicura.

Intanto Beppe, consigliato dal suo compagno occhialuto e visionario Gianroberto, parte con un tour in diverse classi dove mette a nudo gli errori degli anni passati, promette un cambio di passo grazie ai suoi compagni che «non hanno mai avuto incarichi» e il taglio del finanziamento ai giornalini d’istituto. È un successo, ovunque vada strappa applausi e riempie le aule.

Mario invece non decolla, gli rimproverano di aver obbedito troppo agli ordini del Liceo «Bruxelles», di aver in lista Pierferdinando e Gianfranco e di aver messo la tassa sul banco. Secondo Roberto e Nando, i sondaggisti dell’istituto, la «Terza C» è vincente, ma per colpa della legge elettorale deve vincere nelle classi numerose per avere la maggioranza al Senato degli studenti.

Nel piazzale, tra una sigaretta e l’altra, molti dicono che ci sarà un’alleanza tra Pier Luigi e Mario, ma i risultati sono diversi. Il leader della «Terza C» non ha la maggioranza al Senato, Mario è un flop, Silvio resta popolare grazie alla promessa di togliere e rimborsare la tassa sul banco, ma la vera sorpresa è Beppe.

Tanti ragazzi che la volta precedente avevano votato per Walter della «Terza C» hanno cambiato idea e hanno votato per Beppe e i suoi ragazzi della «Terza F». Alcuni studenti che tifavano per Matteo hanno poi scelto di votare per Beppe, perché a loro Pier Luigi non piace «troppo amico di Massimo!». Niente maggioranza dunque. I ragazzi di Beppe sono irremovibili e la «Terza C» non vuole la «Terza B». Solo il nuovo preside potrà fissare nuove elezioni, che probabilmente si terranno dopo l’estate, perché a fine giugno tutti saranno già in vacanza. Matteo si dice pronto, ma molti in “Terza C” non sono d’accordo. Voci di corridoio, parlano di parole grosse tra Matteo e due suoi compagni, Franco e Anna. La classe sembra allo sbando e non c’è certezza che a settembre li ritroveremo tutti al proprio banco. Fidatevi, sarà un’estate torrida al liceo Italia.

Enrico Sama

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