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Varsavia, 10 aprile

A Varsavia il 10 aprile non è un giorno come tutti gli altri, mi avevano detto. Qualche professore mi aveva messo in guardia dal prendere i mezzi pubblici, le principali testate nazionali giorni prima avevano pubblicato approfonditi reportage.

In realtà tutto sembra normale. Gli autobus sono più affollati del solito, sulla strada principale le scolaresche aspettano impazientemente di scendere dai pullman. Ho lezione all’università, fortunatamente mi dicono che la manifestazione si accenderà solo nel primo pomeriggio.

Il Palazzo Presidenziale è a pochi passi dal campus dell’università di Varsavia: lì si concentrano oggi centinaia di persone, prevalentemente anziani, uniti dal grido “pamiętamy”, “ricordare”.

Interrotto da un minuto di silenzio.

Cammino attraverso la folla per ascoltare ma soprattutto per vedere, dato che di parlare di politica in polacco non ne sono capace. Sembra una festa patriottica: bandiere biancorosse, simboli del Partito Diritto e Giustizia (Pis) e di Solidarietà (Solidarność). Il signore di fianco a me alza l’indice e il medio, il segno di Victoria, la vittoria di Solidarność nell’89. C’è anche una bandiera con Giovanni Paolo II.

Alcuni manifestanti vendono fotografie, riviste e striscioni. Lo staff del Pis indossa un gilet catarifrangente e organizza il posizionamento delle centinaia di lumini posti davanti al palazzo presidenziale a formare una croce. Una croce che assomiglia a un aereo. Una croce che si può vedere ogni 10 di ogni mese (l’avevo vista già il 10 febbraio e mi ero chiesto cosa significasse).

Immagine

Qualche giorno fa ho partecipato a un seminario sulla storia della Polonia e la professoressa ha parlato a noi studenti stranieri della tragedia di Katyn nel 1940. Mi colpisce vedere tante spille: Katyn 1940 – Katyn 2010. Dappertutto leggo “boli”, dolore.

Sul maxi schermo viene proiettata la riunione speciale della commissione parlamentare istituita per fare luce sulla tragedia. Deputati del Pis, scienziati e ingegneri relazionano sugli studi e le perizie effettuate e sulla situazione attuale delle indagini. 3 anni, tanti misteri, nessuna giustizia.

Si fanno sentire le proteste contro il Primo Ministro Tusk e contro Vladimir Putin. Pochi giovani hanno preso parte alla manifestazione ed è difficile trovare qualcuno che possa raccontarmi che cosa pensa del 10 aprile 2010.

Sullo schermo riconosco le immagini dell’attentato al World Trade Center dell’11 settembre 2001 che vengono confrontate con le simulazioni dell’incidente (incidente?) del 10 aprile 2010. Mi chiedo: non staranno esagerando?

Prima del discorso finale dell’ex Primo Ministro (nonché fondatore e presidente di PiS e fratello gemello del defunto ex Capo di Stato) Jarosław Kaczyński, un sacerdote recita dal palco il rosario e la platea lo segue, come fosse una messa, come fosse una celebrazione.

Inizia a fare freddo e la folla si disperde. Decido di andarmene pure io.

Devo assolutamente sapere qualcosa di più sul 10 aprile 2010.

Lorenzo Pirovano

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