Italia / Opinioni

Quer pasticciaccio brutto della democrazia online

Grillo_MussoliniVolevate la democrazia online? Ecco, adesso che c’è, non rompete le palle! Si può riassumere così il pensiero dello staff del Movimento 5 Stelle all’indomani dell'”attacco hacker” che ha mandato in tilt il sistema di voto delle ‘Quirinarie’, ovvero le votazioni online per la scelta del candidato alla Presidenza della Repubblica per i “grillini”.Un pensiero perfettamente rappresentato dalle parole di Claudio Messora, responsabile comunicazione del gruppo 5 Stelle al Senato: “Non si capisce perché  la cosiddetta ‘democrazia digitale’, ovvero la possibilità di svolgere le operazioni di voto con sistemi informatici e sfruttando la rete, dovrebbe essere esente da qualunque tentativo di manomissione, oppure essere considerata risibile”.

E mentre si susseguono sui media le voci maligne su un presunto “autosabotaggio”, dovuto all’ancora più presunto successo di candidati sgraditi allo staff del Movimento, Beppe Grillo sul suo blog scrive: “Le votazioni per il Presidente della Repubblica di ieri sono state oggetto di attacco di hacker. In presenza dell’ente di certificazione è stata riscontrata una intrusione esterna durante il voto e siamo riusciti a determinare le modalità con cui è avvenuto l’attacco. Abbiamo deciso di annullare quindi le votazioni di ieri e ripeterle oggi con nuovi livelli di sicurezza”. E Messora aggiunge: “In una democrazia digitale l’importante è che una partita di voti ‘avariata’ sia identificata con sicurezza ed estromessa dal computo dei risultati finali”.

Tutta opera di hacker, troll o comunque vogliate chiamarli, a quanto pare. Eppure a non convincere è un aspetto non secondario, ovvero la partecipazione alle votazioni.  Già durante le cosiddette “parlamentarie” si registrarono appena 95mila voti (a fronte dei 50.449.979 aventi diritto al voto in Italia), ‘spalmati’ su 1400 candidati e 3 voti di preferenza per ciascun elettore (calcolatrice alla mano: 22,7 iscritti per candidato) . Ora il ‘bacino elettorale’ per le “Quirinarie” rischia però di essere talmente ristretto da apparire risibile. Le votazioni sono infatti aperte ai soli “iscritti al Movimento prima del 31 dicembre 2012” e che “entro il 30 marzo 2013 hanno inviato a M5S un ‘documento digitalizzato'”. Questo significa che solo 48.282 persone (secondo il blog di Beppe Grillo) hanno avuto il diritto di esprimere la loro preferenza. Non certo quella larga fetta di “cittadini” che il Movimento si fregia di rappresentare…Insomma il rischio è che a combattere la Casta (politica) si ritrovi un’altra Casta, quella dei “prescelti del web”.

Alla faccia della democrazia.
Quella vera.

Benedetto Antuono

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