Italia / Opinioni

La rabbia di Grillo e quel che resta di Crimi

Vito-Crimi-3 Ovvero, un sacrosanto cazziatone.

E’ dura la vita del capogruppo del M5S al Senato, se il Capo è un altro. Sembra di ripercorrere a grandi falcate la recente parabola politica di Angelino Alfano, al momento del ritorno di Berlusconi. Ambasciatore eternamente smentito dal capo e dai suoi, Crimi, non appare vocato alla mediazione tra le diverse anime del partito, pardon, movimento. Forse perché, se diverse anime si manifestano, appartengono a “traditori che devono andare fuori dalle palle…”, citando uno dei più raffinati commentati sul blog di Beppe Grillo.

Ma perché stupirsi? In quale momento era sfuggita la natura di Grillo? Il movimento è suo. E’ il suo tesoro e nessuno deve toccarglielo. Gli eletti sono i suoi eletti. Solo che Grillo non si è candidato. Così, nella più triste tradizione italiana, rinuncia alla poltrona parlamentare, in luogo del più comodo divano vista mare di casa sua. Ma nulla cambia. Comanda lui, anche se non è stato eletto, e lo fa senza prendersi alcuna responsabilità. Ecco perché non può sopportare l’art.67 della Costituzione, secondo il quale i parlamentari esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato. Per Grillo gli eletti hanno firmato un contratto. Nel contratto lui è il datore di lavoro. Pare sia una tecnica insegnata da Marchionne. “Tu non sei un cazzo, devi ringraziare me se sei stato eletto. La libertà di coscienza me l’hai venduta quando ti ho tirato fuori da quella vita mediocre da impiegato che facevi, quando ti ho fatto credere che tu, con quel fisico da punto interrogativo, potevi fare la rivoluzione. La rivoluzione è mia, tu devi fare quello che ti dico io.  Voi, e la vostra libertà di coscienza, alle elezioni avete votato Veltroni, avete votato Berlusconi, l’amico di quello che mi ha cacciato. E io ero solo un comico, anche bravo, ma solo un comico. E ora la devono pagare. Ora sono io che caccio loro.

E non me ne frega un cazzo se non la pensate come me. Non me ne frega un cazzo. Voi non dovete pensare. Gli italiani hanno votato me. Io devo governare attraverso i vostri voti. Voi siete come quelli che vi hanno votato. Non valete un cazzo. Ma davvero credevate alla storia dell'”uno vale uno“? Non avete neanche il coraggio di prendervi le vostre responsabilità. Voi siete come quelli che commentano nel blog con una violenza che, di persona, senza nascondersi dietro al nickname, non avrebbero mai le palle di esprimere. Vi ho fatto credere di poter fare la rivoluzione, ma sono io che comando. Credete davvero che quei milioni di italiani vi abbiano votato? Hanno votato me. L’Italia ha bisogno di padroni e questa volta tocca a me. Continuate a dire che vi siete impegnati in politica, ma non capite che gli italiani hanno votato me per delegarmi le scelte, perché devo decidere io e voi non siete un cazzo. Voi avete tradito gli elettori, e non me ne frega un cazzo di mafia e antimafia: non siete voi a scegliere. Io devo arrivare all’80% di voti e devo governare, anche se il paese intanto è morto, il paese deve essere mio. Voi avete firmato. Voi Faust non lo conoscete, vero? E la storia della Sirenetta? Almeno quella la conoscete? Su you tube c’è il film intero. Ecco: voi siete così, né più, e forse meno. E vaffanculo perché avete fatto sembrare Bersani uno di sinistra. Solo voi traditori potevate riuscirci. Bersani era morto, cazzo.”

Grillo, ai traditori, avrebbe dovuto dire esattamente questo. Perché gli Italiani sono così: gli dai un dito e si prendono tutto il braccio.

“…Io so’ io, e voi non siete un cazzo”

Francesco Ditaranto

2 thoughts on “La rabbia di Grillo e quel che resta di Crimi

  1. Behh io ho appena lasciato un commento sul mio Blog con link a questo post… anche per ringranziare pubblicamente i visitatori del blog… grazie ragazzi!

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