Italia / Opinioni

L’Amaro del Capo

grillo casaleggio

Ovvero, se il portavoce prevede di essere tradito dalle voci che porta, il megafono è al contrario.

Nella sfiancante analisi del successo elettorale del Movimento 5 Stelle, un dubbio è sorto in tanti ingenui scribacchini, come chi qui scrive: da che parte si usa il megafono?. Sembra scontato, ma per gli ingenui, non è così immediato da capire. Torniamo indietro. Per tutte la campagna elettorale, gli aderenti e i candidati del movimento si sono affannati a rigettare l’appellativo “grillino”. Grillo, si è sottolineato un giorno sì e l’altro pure, non è che il megafono del movimento. Grillo è un portavoce. Tra gli eletti in Parlamento del Movimento 5 Stelle, che superano le 150 unità, non figurano né Beppe Grillo né il più schivo Casaleggio. Ne consegue che l’ex-comico si sia votato (pardon) a fare il megafono. Solo che il megafono, per sua natura, serve ad amplificare. Il megafono non decide il testo, non ne interpreta il senso: lo trasmette in modo da renderlo udibile per un pubblico più vasto. Ora, però, il megafono ha deciso di non parlare, e allora ci si aspetterebbe di sentire più voci. Voci sicuramente più flebili, senza la forza del megafono, ma tante voci.  Ci si aspetterebbero le parole di quanti, pur non premiati personalmente da una legge elettorale che non consente le preferenze, ora hanno una responsabilità istituzionale. Invece nulla. Si procede in gruppo, ci si controlla, si evitano le domande per paura delle proprie risposte, e si attende il megafono. E’ molto strana come dinamica perché il megafono è uno strumento, non un fine. Molte volte si sentono persone parlare senza megafono. Mai, a memoria d’uomo, si è sentito parlare un megafono senza una persona dietro. Eppure il megafono ha detto: “Il 15% di voi potrebbe tradirmi”. Come si tradisce un megafono? Come può una voce tradire il portavoce? Un capo, quello sì, si può tradire. E allora sorge un altro dubbio. Da che parte è orientato quel megafono? E a chi appartiene la voce che ci passa dentro? Chi decide quando si configura il tradimento?

Nell’evidente innovazione portata dal Movimento 5 Stelle allo scenario politico nazionale, non si può non esaltare la straordinaria capacità di combinare piazza e web. Folle oceaniche nelle piazze per ascoltare il megafono, e fiumi di commenti su un blog utilizzato come ufficio stampa e relazioni col pubblico, come sezione di partito e seggio elettorale. Il tutto connotato da una voglia di trasparenza, che davvero farebbe bene al nostro paese. Ma per gli eletti non è così. L’ideologo Casaleggio ha fatto notare ai neo-parlamentari come sia meglio limitare ogni tipo di libera espressione del pensiero individuale anche sul web. Il motivo risiederebbe nel costante tentativo di “sputtanamento” che giornalisti prezzolati mettono in atto contro i neo-rappresentanti del popolo italiano. La domanda ritorna, più forte che pria: ma allora chi parla al megafono?

I nuovi parlamentari sono rappresentanti di tutto il popolo italiano, e come tali, appartengono al popolo, non a ideologi o megafoni. Dunque, per quella trasparenza così tanto invocata, non si evitano le domande per paura di dire cazzate. Si risponde alle domande cercando in tutta onestà di non dire cazzate. Il ruolo pubblico espone all’esame. E’ un trattamento che vale per tutti. Non si può ridere se si “sputtana” quello che Grillo chiama lo psiconano, e fare una divinità inattaccabile ed eterea di un megafono genovese ipertricotico.

Perché sarebbe naturale pensare, allora, che del grande movimento che parte dalla base, dalla dignità, dall’idea di cittadinanza, nulla resta se non la delega ad un uomo forte. Non megafono, né portavoce, ma giudice ed interprete unico del voto di milioni di italiani. Si facciano sentire gli eletti, si facciano vedere, conoscere, ché di padroni l’Italia ne ha già avuti tanti.

Francesco Ditaranto

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s