Interviste / Italia

L’intervista di Time a Beppe Grillo

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Pubblichiamo l’intervista integrale in italiano di Stephan Faris (pubblicata su Time.com il 7 febbraio 2013) al fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo.

A cosa attribuisce il suo successo?

E’ Internet. Internet porta trasparenza, cambia mentalità, unisce le persone. Il Papa si è dimesso, in parte per la sua salute, in parte perché ha iniziato a twittare… La pecorella voleva parlare con il pastore. Secoli di tradizione sbriciolati. Ha capito che non era più possibile continuare.

Lei ha detto che volete demolire i partiti politici italiani. Con cosa vuole rimpiazzarli?

Con i cittadini: cittadini informati, onesti e trasparenti, che fanno il loro lavoro con passione. Due legislazioni e poi tornano a casa. Non ci sono soldi e carriere in questo movimento.

Cosa le piace di meno, i partiti politici o i media?

Il peggio sono i media. Forse i giornali regionali vanno bene. Ma quelli che modellano l’opinione pubblica, sette televisioni e tre quotidiani, loro sono dentro il sistema.

Perché non volete collaborare con i partiti politici?

Fanno questo gioco di essere uno contro l’altro ma sotto sotto sono la stessa cosa. Sinistra e destra in Italia hanno sempre fatto finta di combattersi. Ora sono obbligati a smascherare l’accordo che hanno mantenuto in segreto per 20 anni. E se lo fanno, sono morti. Politicamente morti. Per questo hanno bisogno di scaricare la loro delusione politica, la loro disintegrazione politica, su di me, dicendo che è colpa mia se non si forma il governo, dicendo che creo instabilità. Ma non posso discutere con loro.

Milioni di italiani hanno votato per voi perché possiate approvare leggi che affrontino la corruzione e i costi della politica, misure per cui il Partito Democratico è disposto a lavorare con voi. Perché non accettare la loro offerta?

Loro parlano di trasparenza dei partiti. Noi parliamo di scioglimento dei partiti. E’ diverso. Wellington e Napoleone non potevano trovare un modo per collaborare. Siamo qualcosa di diverso.

Il paese è diviso in due. Quelli che hanno votato [per gli altri partiti] sono persone che non vogliono cambiare le cose. Perché hanno pensioni alte. Con la crisi, i prezzi sono bassi. Forse hanno due case e gli prendi le tasse sulla casa. Abbiamo 18 milioni di pensionati e 4 milioni di dipendenti pubblici: sono 22 milioni di persone. Non tutti, ma una buona parte, non vuole cambiare perché stanno sopravvivendo. Lo stato è il loro datore di lavoro.

Il discorso però cambierà perché presto non ci saranno più stipendi pubblici e pensioni. Niente soldi. La grande industria se ne è andata. Dell’informatica, meccanica, chimica non è rimasto nulla in questo paese. Le piccole e medie imprese stavano resistendo, ora chiudono a migliaia. Come possiamo andare avanti? La finanza? Lo stato?

Di cosa ha bisogno l’Italia per rilanciarsi?

Un segnale forte. Mandarli tutti a casa: chiudere i partiti, togliere loro i soldi immediatamente. Varare con urgenza il reddito minimo garantito. Due o tre operazioni, leggi contro la corruzione, conflitto d’interesse, separare le imprese finanziarie dalle banche.

La gente qui ha sempre votato in cambio di qualcosa. Dammi un voto, ti darò un lavoro. Perché siamo diventati il primo partito in Sicilia? Non grazie a me. Perché non ci sono più soldi. Non ci sono più voti di scambio. Tolti i soldi dalla politica, la politica prende un’altra dimensione. Dobbiamo succhiarli via i soldi.

Molte delle sue proposte maggiormente riprese dai media  – la nazionalizzazione delle banche, il referendum sull’euro, non rispettare il debito italiano – non sono inserite nel programma da attuare del suo partito. Perché?

Dobbiamo ancora discuterne. Dopodichè lo scriveremo nel programma. Lasciateci tempo. Ho proposto un’idea di base. Non è un progetto politico. E’ una visione del mondo. Non è sostituire una classe politica con un’altra. Vogliamo il 100% del parlamento, non il 20% o il 25% o il 30%. Quando il movimento arriverà al 100%, quando i cittadini diventeranno lo stato, il movimento non avrà più ragion d’essere. L’obiettivo è estinguerci.

E’ sorpreso che banchieri come Jim O’Neill della Goldman Sachs hanno parlato positivamente di lei?

Devo ammetterlo, mi fa sentire… Hanno capito che il vento sta cambiando. Se non c’è lavoro, se c’è disperazione, se le aziende chiudono, le banche cosa pensano di fare? Continuare a speculare? Non c’è nulla su cui speculare.

Ha collegamenti con gruppi come il movimento di protesta degli indignados in Spagna. (?)

Sono andato a incontrare gli indignados. Le due cose sono identiche: sbarazzarsi dei partiti, mettere dentro i cittadini, limite di due mandati, mandare fuori dal parlamento i corrotti. Ma sono andati solo in piazza. Siamo stati in piazza anche noi, ma abbiamo anche raccolto 350.000 firme. Siamo stati in fila con un tavolo e le nostre carte d’identità e abbiamo raccolto le firme. Loro si sono fermati alle piazze per poi lottare con la polizia, con cittadini come loro. Noi abbiamo sorpassato questo. Devi capire che con Internet si possono fare cose come quelle che abbiamo fatto noi.

Non ha timore che la stessa energia che vi ha portato possa spingere in alto forze più “oscure”?

Ho incanalato tutta questa rabbia dentro questo movimento di persone, che andranno e governeranno.Dovrebbero essere ringraziate una a una. Se noi falliamo, (l’Italia) è destinata alla violenza nelle strade. [But if we crumble, then they come]. Tutto è iniziato in Italia. Il fascismo è nato qui. Le banche sono nate qui. Abbiamo inventato il debito. La mafia, sempre noi. Tutto è iniziato qui. Se la violenza non parte da qui è grazie al movimento. Se falliamo, siamo destinati alla violenza nelle strade. Metà della popolazione non ce la fa più.

Pensa che l’Italia debba abbandonare l’Euro?

Non ho mai detto voglio essere dentro o fuori dall’Euro. Ho detto che voglio un’informazione corretta. Voglio un piano B per sopravvivere nei prossimi 10 anni. E poi decidere con un referendum. Capiamo quali sono i costi e i benefici. Ma per prima cosa hai bisogno di informarti.

Se solo accenni che vuoi abbandonare l’Euro, sei un pazzo. Non c’è dialogo. Semplicemente accennandolo, sei un demagogo, sei un pazzo, vuoi trascinare l’Italia nel fallimento, sei un irresponsabile. Solo perché hai detto di pensarci su, cosa potrebbe succedere?

Ha imparato qualcosa da Barack Obama sull’uso di Internet?

Obama, se è capace il 5% di quello che dice è grandioso. Ma anche lui è imprigionato in un sistema. L’arte del compromesso, che è l’arte della politica, non è più valida. Il compromesso deve essere tra cittadini, non tra repubblicani e democratici.

Dagli Americani ho preso la piattaforma meetup da Howard Dean. Lui l’ha usata per raccogliere soldi. Io l’ho usata per raccogliere informazioni, per organizzare forum, non soldi. Questo abbiamo copiato dagli Stati Uniti, l’uso di Internet.

In Italia molti la accusano di non essere democratico, di prendere decisioni senza consultarsi con i suoi parlamentari appena eletti. Cosa le da’ l’autorità di negoziare o no con il Partito Democratico?

C’è una regola nel nostro movimento. Non facciamo alleanze con i partiti. Chiunque si unisca al nostro movimento firma ciò. Se entri in un movimento come questo, è una regola che accetti. Non c’è nulla da decidere. Se giochi a calcio, dici di voler segnare un gol di mano? No, è solo con i piedi. Accetti le regole.

Quale sarà il suo ruolo tra un anno?

Tra un anno starò facendo un tour mondiale. Farò degli spettacoli. E sarò come sono ora.

Si considera ancora un comico?

Si,  straordinario.

A cura di Lorenzo Pirovano

[Si precisa che colui che ha tradotto integralmente l’intervista non è un traduttore e nemmeno un madrelingua inglese, alcune traduzioni potrebbero risultare imprecise]

Immagine: commons.wikimedia.org

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