Media / Opinioni

Elezioni italiane – ultimi post dalla Germania

ImmagineLe elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio sono le più importanti degli ultimi cinquanta anni. E’ l’eco che arriva dalla Germania, dal web, dai post dei più importanti quotidiani e settimanali tedeschi.

La Süddeutsche Zeitung, quotidiano nazionale di Monaco, si sofferma sul rapporto fra “destino europeo” e “voto italiano”. In ballo c’è più di un singolo governo, c’è l’Europa. Non ci sono dubbi su quale sia la preferenza dell’opinione pubblica internazionale, dei governi e delle istituzioni europee: il vincitore ideale sarebbe Mario Monti.

Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, nonché guida del Partito liberale tedesco (Fdp), già al centro delle polemiche per le opinioni espresse sul voto italiano, non è riuscito a non lanciare un ultimo invito al popolo italiano: “Facciamo affidamento che il corso pro – Europa venga portato avanti e che vengano implementate le riforme necessarie”.

Nella cronaca elettorale dei giornali tedeschi di quest’ultima settimana appare evidente la contrapposizione tra “populisti e demagoghi” da un lato e “riformisti” dall’ altro: se Grillo e Berlusconi sono accostati al primo epiteto, Bersani e Monti vengono assimilati al secondo. I confronti tra i politici italiani si sono sprecati. A gennaio, Die Zeit, il settimanale più noto in Germania, paragonava Monti a Berlusconi: entrambi volti del cambiamento a vent’anni di distanza. In quell’occasione la novità politica Monti veniva liquidata descrivendo Casini e Fini, i suoi più strenui sostenitori, come “ex-presidente della camera dell’era Berlusconi” ed “ex-fascista” rispettivamente.

Se il noto settimanale ora si sbilancia dicendo che “in caso di vittoria, Bersani vorrebbe portare avanti l’agenda Monti”, la Süddeutsche aggiunge che Bersani “non avrebbe mai nascosto il fatto di voler governare con Monti”, ma indica anche che il centrosinistra vorrebbe correggere il corso del governo tecnico con politiche sociali più attive. Sarebbe questo il motivo che ha spinto Bersani a condurre una campagna contro Berlusconi e non contro Monti. E sarebbe il premier dimissionario, piuttosto, a non voler far parte di un governo di centrosinistra, per esempio come ministro dell’Economia. Niente accordo Monti – Bersani allora? Per la stampa tedesca l’unico ministero che l’ex-presidente del Consiglio sarebbe disposto ad accettare è quello degli Affari Esteri, “un incarico perfetto per lui e per l’Italia”.

Tendenzialmente, negli ultimi due mesi, i servizi dall’Italia per la stampa tedesca si sono concentrati soprattutto su Silvio Berlusconi e sull’ennesima discesa in campo del cavaliere, glorificato come “leone” nello studio di Santoro. A tratti poi la campagna elettorale è stata dipinta come uno scontro tra Monti e Berlusconi, lasciando il Pd e il centrosinistra nell’ombra.

I contenuti programmatici dei partiti non sono mai stati presentati in modo chiaro ai cittadini tedeschi e le analisi rigorose hanno lasciato lo spazio alle raffigurazioni caricaturali dei politici italiani.

In questa ultima settimana il corso della cronaca ha leggermente cambiato natura, soffermandosi di più su Pierluigi Bersani e sulla natura del Partito Democratico, descritto dalla Süddeutsche Zeitung come “unico partito in Italia che da un punto di vista organizzativo e programmatico somigli a un partito tedesco. Il fatto che i candidati vengano scelti democraticamente nelle urne fa parte del nuovo spirito partitico che Bersani incarna”.

Alexander Damiano Ricci

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