Italia / Opinioni

L’insostenibile timidezza

Pier Luigi BersaniPerché è necessario proporre un modello di paese e non inseguire gli avversari.

I timidi, si sa, hanno un difetto, che è, allo stesso tempo, un gran pregio: osservare. Nell’osservazione, i timidi analizzano e ragionano. Spesso pensano cose giuste, cose così facili da vedere, da pensare, da sembrare stupide. E allora i timidi stanno zitti, per non sembrare stupidi. I timidi sorridono, male, ma sorridono. E spesso si fanno dare degli ingenui, e sorridono, perché sono timidi, appunto. Sarebbe stupendo un mondo pieno di timidi, dove il più timido, il più pacato, prendesse, piano piano, senza fretta, la forza per diventare estroverso. Tra i timidi, s’intende, ma estroverso. In Italia, purtroppo non succederà mai. In Italia, si combatte una battaglia, e le battaglie sono fatte per essere combattute. E i timidi, devono diventare uomini in rivolta. Quelli che analizzano, quelli che hanno il dono dell’osservazione, devono parlare e devono farlo forte. L’uomo in rivolta, diceva Camus, non ha nulla a che fare con i rivoluzionari dichiarati. Non è una primadonna. E’ timido. L’uomo in rivolta è una cosa diversa. E’ un uomo che ha detto sì finché non si è superato un limite. E’ un uomo che si è reso conto che non poteva sopportare oltre e ha detto basta. L’uomo in rivolta, in definitiva, è un timido che vibra un pugno sul muso della volgarità. Lo fa per la memoria, per la dignità, per restaurare entrambe. E’ un uomo che sapendo di non poter perdere più nulla, decide di giocare e vincere.

Ci sono cose talmente facili da vedere che sono stupide, eppure si è deciso di non reagire, anzi, si è deciso di non dettare i tempi del gioco. L’abolizione dell’IMU, lascerebbe nelle tasche di chi soffre veramente la crisi, poche centinaia di euro. La restituzione dell’imposta pagata nell’anno appena trascorso, lascerebbe nelle medesime tasche le stesse cifre. Questa era la proposta shock. Questa era la proposta di chi è colpevole della situazione nella quale il nostro paese versa.  Perché  non reagire? Perché non rilanciare? Non rispondere, non decostruire, ma rilanciare come si deve fare in campagna elettorale, dettare i tempi. Bisogna dettare i tempi. Esiste una risposta, esiste un modello di paese, che è opposto a quello di chi è colpevole, di chi adotta cani, e candida corpi femminili. Esiste un rilancio e va fatto: è il reddito minimo. Un modello di paese, un modello di società che è economicamente più conveniente della restituzione dell’IMU. Quanto possono interessare quelle poche centinaia di euro a due genitori sessantacinquenni, se il loro figlio che di anni ne ha compiuti quaranta vive ancora con loro? Quanto costa un figlio disoccupato a quarant’anni?

La campagna elettorale non può essere la rincorsa degli avversari. Per vincere le elezioni bisogna farsi rincorrere. E per vincere le campagne elettorali, non si possono depotenziare gli alleati, soprattutto quelli a sinistra, soprattutto se il tuo modello, se le tue primarie, se le tue tre domeniche tra novembre e dicembre erano per la sinistra.

Francesco Ditaranto

2 thoughts on “L’insostenibile timidezza

  1. Bell’articolo Francesco, vaglielo a spiegare a Bersani che deve dettare lui i tempi, non lo fara’ mai, e’ li’ che aspetta la fine di questa campagna elettorale sperando che il distacco che gli danno i sondaggi gli basti per arrivare in fondo…la sua unica strategia e’ stata quella di far risuscitare Berlusconi per poter agitare lo spauracchio di un suo ritorno, non ci si puo’ aspettare che questa gente cambi il paese, devono solo andare a casa…

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