Succede nel Mondo

Finale a sorpresa: la destra israeliana non è più sola

“Le elezioni israeliane sono di solito caratterizzate dal tema della sicurezza. Questa volta invece il tema dell’uguaglianza all’interno del corpo sociale ha dominato il dibattito politico”, questa la dichiarazione di una giornalista del quotidiano israeliano Haarezt.

I risultati elettorali hanno sconfessato le previsioni che annunciavano una vittoria di ampio margine della destra israeliana. Israele esce dalle urne come un paese politicamente spaccato a metà. Questa mattina il leader del Likud, Binyamin Netanyahu, ha cantato vittoria ma la sua coalizione con il partito di estrema destra Israel Beitenu può governare con una maggioranza risicata. “Sono sicuro che questi risultati ci consentiranno di creare il cambiamento politico richiesto dagli elettori”, ha detto Netanyahu in conferenza stampa. La verità è che avrà bisogno di formare una coalizione con un gran numero di partiti politici affinché il nuovo governo possa guidare il paese per i prossimi quattro anni.

La vera sorpresa di questa tornata elettorale è il partito di centro Yesh Atid, “C’è un futuro”. Arrivato in seconda posizione dietro il Likud di Netanyahu, ha incentrato la sua campagna elettorale su temi economici e di giustizia sociale. Il suo leader, Yair Lapid, ex-conduttore televisivo, ha dichiarato che sarà pronto a entrare in una coalizione solo a patto di portare avanti riforme economiche strutturali e i negoziati di pace con i palestinesi. Yesh Atid ha vinto con il consenso dei ceti medi secolarizzati, promettendo di risolvere problemi come la crisi del settore educativo ed edilizio.

campagna elettorale Netanyahu

La formazione di un’ampissima coalizione con la collaborazione fra forze di destra e centro sembra, al momento, lo scenario più probabile. La presenza di elementi come Yair Lapid in una coalizione guidata da Netanyahu gli darà un aspetto più accettabile di fronte all’opinione pubblica internazionale. Il leader del Likud ha a disposizione quarantadue giorni per negoziare con le altre forze politiche e consegnare al paese il nuovo governo.

I più scettici rispetto al nascente governo israeliano sono i palestinesi. Per loro, la presenza di partiti di centro nella coalizione guidata dal Likud non sarà in grado di fermare la costruzione di insediamenti israeliani a Gerusalemme est. “I palestinesi sono i principali perdenti in questa guerra fra i partiti israeliani di estrema destra”, ha dischiarato il portavace di al-Fatah. Le loro speranze per l’andamento post-elettorale del processo di pace sono ai minimi storici.

Valentina Marconi

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