Italia

Mario Monti a Orvieto: salire in politica, scendere in piazza.

Ingresso Palazzo del Popolo, Orvieto, 12 Gennaio 2013

Ingresso Palazzo del Popolo, Orvieto, 12 Gennaio 2013

Orvieto stamani ha visto arrivare di buon ora, intorno alle dieci e mezza, il dimissionario presidente del Consiglio, Mario Monti. La Urbevetus ha ospitato la XIV assemblea annuale dell’associazione “Libertà Eguale”, ospite d’eccezione: l’onorevole rettore dell’Università Bocconi di Milano.

Il convegno ha visto dispiegare le opinioni dei vari ospiti a favore delle virtù del riformismo, contro la piaga del populismo, intesi in senso diametralmente opposto. Presente anche il sindaco della città, Antonio Concina, che ha sollecitato il  primo ministro alla mobilitazione di risorse a favore delle aree cittadine colpite dall’alluvione lo scorso Novembre. L’incontro è stato riservato ad una ristretta cerchia di persone, per lo più adulti, che hanno seguito l’incontro in ossequioso silenzio e con reverenda attenzione. Piazza del Popolo dove si teneva il convegno, seppure raggiungibile da parte dei cittadini, non è stata resa disponibile dalla Questura di Terni per una manifestazione di protesta organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà. A giudizio della questura, “la necessità di garantire il corretto svolgimento di entrambe iniziative nel pieno rispetto della legalità e dei diritti costituzionali, senza creare turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica”” hanno reso ragionevole spostare la protesta in una piazza limitrofa rispetto a dove, invece, si svolgeva l’incontro. La sala, gremita, era però contraddistinta dalla presenza di un pubblico piuttosto anziano. Scarsa la presenza dei giovani. Questi erano per lo più presenti alla protesta, se non a passeggiare per il corso della città.

L’occasione è stata anche sfruttata per la vendita di saggi del professor Monti, che è intervenuto fondamentalmente sul tema “Europa”. Un lungo intervento introduttivo di Antonio Funiciello, direttore di Libertà Eguale, ha tessuto le lodi di un riformismo non ideologico, richiamando le critiche espresse dallo stesso Monti rispetto alle correnti di sinistra del Partito Democratico e parte della destra italiana. Al centro del discorso: il cambiamento del welfare state come lo conosciamo e l’Europa dalla mancata integrazione democratica. “Da vent’anni in Italia non cambia nulla e alle prossime elezioni, se eccettuiamo Pd e Lista Monti, avremo la più grande affermazione di partiti populisti che mai si sia registrata” ha sostenuto il direttore, portando acqua al mulino di Monti, forse in prospettiva di una alleanza che parte del Partito Democratico vede di buon occhio. Rimane da vedere come possa una classe politica, che ha condotto una stagione politica di vent’anni, affrontare il problema di credibilità che nasce quando cita il riformismo come una strada da percorrere senza esserci mai riuscita. Se una volta la politica si interrogava sui meriti del riformismo o della rivoluzione, oggi la dicotomia sembra essere cambiata. L’arguto titolo “riformismo vs populismo”, sembra, tuttavia e a onor del vero, essere semplicemente più strumentale ad una campagna elettorale incalzante.

Se i giovani sono in un’altra piazza, se le classi più bisognose si rivolgono ad altri perché semplicemente rappresentano meglio i loro interessi materiali, la Lista Monti e parte del Partito Democratico, forse, si stanno semplicemente esercitando nel recupero del consenso della classe media e imprenditoriale. La composizione della sala del palazzo del popolo lo dimostra. Parlare di riformismo e populismo ad una platea di over 50, abituati ormai al gioco della politica di palazzo (con tutto il rispetto per gli uditori), è pur sempre un gioco facile. Se qualcuno avesse veramente interesse a convincere la classe popolare e una generazione di disoccupati e precari delle proprie ragioni, farebbe bene a programmare meglio la propria campagna elettorale. Per dirla con ironia: salire in politica e scendere in piazza. Uomo avvisato, mezzo salvato.

Newsdalbasso

Intervento rappresentante SEL Orvieto durante protesta cittadina:

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