Società - Economia

Catastrofismo e misantropia: arrivano i “preppers”

post-apocalyptic-streetC’è da scommettere che molti, arrivati ancora integri al 22 dicembre 2012, ci siano rimasti male. Neanche un mini-alluvione, un asteroide piccolo piccolo, una scossetta di terremoto, una bomba nucleare esplosa per sbaglio. Niente di niente. Tutto nella norma. Il nostro “schifo di mondo” esiste ancora. Eppure è altrettanto indubbio che la mancata apocalisse non incrinerà le convinzioni di milioni di “preppers” sparsi su tutto il globo. Sì, avete letto bene: “preppers” ovvero “coloro che si preparano al peggio e sperano per il meglio”.

Persone più o meno normali convinte che, da un momento all’altro, si verificherà una catastrofe di proporzioni spaventose. Magari un meteorite. Oppure un sisma violentissimo. O un conflitto nucleare. O, perché no, una epidemia di peste, un’invasione di zombie, una crisi economica senza ritorno. Insomma “the end of the world as we know it” come cantavano i REM.

Niente di nuovo, verrebbe da dire: gente del genere è sempre esistita e sempre esisterà. Tuttavia, da qualche anno a questa parte, il fenomeno “preppers” si è sviluppato fino a raggiungere dimensioni inquietanti. Soprattutto negli Stati Uniti dove stanno proliferando gruppi di preghiera, siti web (uno dei più conosciuti è americanpreppersnetwork.com), movimenti, addirittura mostre (come la Self Reliance Expo) e corsi di sopravvivenza che fanno della “preparazione al peggio” la loro ragione d’essere. Ed il loro business.

Eh sì, perché sopravvivere costa. Ci sono scorte alimentari e medicinali da immagazzinare, bunker da costruire, armi da acquistare. D’altronde chi pensate che vi difenderà quando l’intero sistema sarà collassato? La lobby americana delle armi ha intuito da subito che quei tre milioni di “preppers” rappresentano un mercato di tutto rispetto. Facilmente impressionabili, individualisti fino alla misantropia, iper-tradizionalisti. Per fare un esempio la madre di Adam Lanza, lo squilibrato autore della strage di bambini in Connecticut, era una “prepper”. Ed è proprio grazie alle armi e alle munizioni accumulate nell’armadio di casa che il figlio è riuscito a fare quello che ha fatto. Nel “Paese della libertà” nessuno vieta ai cittadini di acquistare armi in quantità industriali. E non importa se non tutti siano esattamente sani di mente.

Per tornare al nocciolo della questione…“Dietro all’accettazione sociale dei ‘prepper’ – ha dichiarato in una recente intervista al settimanale Left Paolo Fiori Nastro, docente di Psichiatria alla Sapienza di Roma – c’è una falsa idea di libertà. Si ha un culto della libertà pericolosamente distorto: invece di ‘essere liberi di essere umani’ in questo caso si è liberi di ‘essere qualsiasi cosa’. E questo nasconde, a mio avviso, un’indifferenza, un’anaffettività totale nei confronti di atteggiamenti, comportamenti, pensieri che, alla luce dei fatti di cronaca (ma anche senza), assumono una drammaticità di una gravità enorme. Perché, se mi capitasse di cenare con una persona che mi racconta di accumulare cibo per paura di un asteroide, io non riuscirei mai ad ignorarlo!”.

Diciamolo a chiare lettere: il catastrofismo è sempre esistito e si è sviluppato di pari passo con il benessere. Già negli anni ’60 milioni di persone si preparavano all’imminente conflitto atomico e altre milioni erano convinte di una inevitabile apocalisse ecologica. La chiave di tutto, oggi come ieri, è la paura, intesa sia come timore di perdere ciò che si ha, sia come sfiducia nei confronti degli altri (chi impedisce che gli amici di un tempo, i vicini si trasformino in mostri dopo il crollo del sistema?). Tuttavia, più che in passato, oggi conta la sopravvivenza del singolo. Da qui la rottura dei rapporti sociali e la maniacale tendenza all’accumulazione nonchè l’ossessione della difesa personale. Con tutto ciò che un simile atteggiamento comporta…

In fondo, alle strette, si può contare solo su se stessi, no?

Benedetto Antuono

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s