Italia / Opinioni

Elezioni regionali: polemica su concomitanza “Giornata del Ricordo”

urna-elezioni-regionali-urna1Votare fa rima con dimenticare. Il Comitato 10 Febbraio, istituito per ricordare i martiri delle Foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia si oppone alla scelta di indire le elezioni regionali in Lombardia, Molise e Lazio in concomitanza con la data del “Giorno del Ricordo”.

Con una lettera indirizzata al Ministro dell’Interno i promotori di questa iniziata spiegano come “qualche settimana fa Lei ha dichiarato che la prima data utile per le elezioni sarebbe il 27 gennaio, salvo poi precisare alla stampa che vi era una “controindicazione”, ossia che l’appuntamento elettorale sarebbe coinciso “con la Giornata della Memoria” e dunque si sarebbe valutata una giornata alternativa. Allo stesso modo, il 10 febbraio coincide con il “Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe”, sancito dalla legge 92 del 30 marzo 2004” .

La lettera si chiude con la richiesta di rinviare la consultazione elettorale in altra data e con un auspicio :“Siamo certi che né Lei né il governo vorrete negare agli studenti e ai cittadini del Lazio, della Lombardia e del Molise, l’opportunità di partecipare ai numerosissimi incontri che in quella giornata si organizzano in ogni parte dello stivale, e che non si potrebbero certamente tenere ad urne aperte”.

Nel Lazio la data è stata indicata dalla Polverini, governatore dimissionario, che in base ad alcune ultime indiscrezioni sembra pronta a ricandidarsi alla presidenza regionale. Colpisce il fatto che la Polverini, rappresentante di un centro destra che a lungo si è battuto per il riconoscimento ufficiale della “Giornata del Ricordo”, non abbia valutato a fondo la situazione.

Ma realmente votare in concomitanza con questa celebrazione equivarrebbe a ridimensionarne il valore?

Esprimere la propria scelte alle urne non è forse il miglior modo per ribadire i diritti conquistati dalla nostra nazione anche attraverso le tragedie della Storia? Il 10 Febbraio è una domenica, rinviare la data del voto renderebbe più coscienti i cittadini rispetto a una lettura degli avvenimenti delle Foibe?

Le commemorazioni fine a se stesse, un servizio di telegiornale o un articolo su internet poco valgono se il giorno seguente già ci siamo dimenticati di mille altre tragedie passate e presenti. Votare in una giornata come quella del 10 Febbraio potrebbe essere un’occasione in più per sensibilizzare i cittadini su una pagina tanto tragica quanto discussa della nostra storia. Il voto alimenta la memoria, non la cancella.

Giulio Ciavarella

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