Italia

Alba Dorata verso le elezioni regionali in Lombardia

La luce alla fine del tunnel. Non è la speranza luminosa di uscire dalla crisi sociale ed economica che ci attanaglia ma il bagliore neonazista di un nuovo giorno. Alba Dorata Italia annuncia il proprio ingresso nello vita politica italiana. Punto di partenza: le elezioni regionali lombarde.

Il gruppo di estrema destra prende il nome dal noto movimento greco che è riuscito a conquistare 18 seggi nel parlamento ellenico, puntando su una forte politica xenofoba e nazionalista.

Il ramo italiano, come illustra il quotidiano “La Repubblica“, è composto da elementi in passato vicini alla Lega Nord e Forza Nuova. Il segretario nazionale Gardossi spiega gli obiettivi principali del movimento: lotta all’immigrazione, contrasto allo strapotere delle banche e dei sindacati, creazione di un’entità autonoma chiamata Cantone Lombardia, istituzione di una moneta locale. Il tutto prendendo le distanze dal Carroccio, traditore del popolo lombardo, e  utilizzando  lo strumento delle primarie per scegliere il candidato “dorato”  alla presidenza del Pirellone.

Il movimento italiano ufficialmente non condivide le pratiche violente usate dall’omonimo partito di estrema destra in Grecia, ma la retorica nazionalista sembra la stessa.

Alba Dorata nasce ideologicamente all’inizio degli anni ‘80 quando il suo leader, Nikòlaos Michaloliàkos, conosce in carcere esponenti della Giunta Militare che aveva instaurato in Grecia una dittatura di estrema destra tra il 1967 e il 1974.
Le prime rivendicazioni politiche del movimento xenofobo emergono agli inizi degli anni ’90, dopo la creazione della “Repubblica di Macedonia”. I greci nazionalisti, oltre a considerare territorio “ellenico” la regione su cui sorgeva il nuovo stato autonomo, non riconoscevano all’ex repubblica jugoslava il diritto di avvalersi del termine “Macedonia”: nell’antichità indicante un regno, dalle discusse origini greche, che con Alessandro Magno si estese fino ai confini del continente indiano.

La fondazione ufficiale di Alba Dorata risale al 1993, ma l’exploit sulla scena politica greca è cosa recente. Solamente nel 2009 il partito aveva raggiunto lo 0,29% alle elezioni politiche. Intanto la crisi si stava aggravando e il movimento cavalcava il malcontento dei cittadini. Nel 2010 il leader Michaloliàkos viene eletto al consiglio comunale di Atene.

Il successo è alle porte: nelle elezioni dello scorso maggio Alba Dorata raggiunge un sorprendente 6,97%, con punte nelle zone rurali tra Atene e il Corinto che superano il 15% dei voti. In parlamento sono entrati così 18 deputati. Un seggio è andato all’ex bassista dei Pogrom, gruppo che tra i suoi pezzi ha titoli come Auschwitz e Parla Greco o muori, come riporta un articolo del “Guardian” tradotto dalla rivista italiana “Internazionale”.

Il partito si è imposto grazie a un mix tra populismo e intimidazioni agli avversari politici. Da un lato sfrutta il malcontento della crisi offrendo pasti caldi alla popolazione meno abbiente , immigrati esclusi – anche se spesso si tratta di servizi erogati solo per gli elettori di un determinato seggio – mentre con l’altro mano, i suoi attivisti nascondono il cucchiaio e impugnano le mazze.

Sono decine le denunce di imprenditori minacciati affinché licenzino il personale straniero nelle loro imprese. Non passa giorno che attivisti di sinistra e immigrati non vengano malmenati e perseguitati.

Raid che spesso vedono in prima fila i rappresentanti istituzionali del partito e che non incontrano la resistenza delle forze dell’ordine. Il movimento ha molti sostenitori nella polizia greca e questo permette agli attivisti violenti di agire indisturbati anche in situazioni relativamente sotto controllo.

Alba Dorata Italia prende le distanze: “la violenza non serve, noi siamo per la concretezza e i diritti sociali, prima di tutto degli italiani”. Una posizione che ricorda le ambiguità di Casa Pound e che mischia l’ideologia nazionalista di destra alle posizioni leghiste sull’autonomia territoriale.

Alba Dorata in Lombardia mette da parte il Rinascimento e il meglio della cultura ellenica per abbracciare il peggio della politica greca e di quella italiana.

Giulio Ciavarella

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