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Elezioni catalane, vittoria senza gioia per gli indipendentisti

Sorpresa dalle urne catalane. Artur Mas, il presidente della Generalitat – il Parlamento regionale autonomo – non raggiunge la maggioranza assoluta (“eccezionale” come l’aveva definita lui stesso) che era l’obiettivo fissato per queste elezioni anticipate. Una maggioranza che gli avrebbe garantito un ampio spazio di manovra personale nel percorso “soberanista” (di sovranità) verso l’Estat propi (Stato proprio).

Il partito di centrodestra di Mas, Convergèncià i Unió (Ciu), ha conquistato solamente 50 dei 135  seggi disponibili; 12 in meno rispetto alle elezioni del 2010. La politica di ampi tagli alla sanità, alla scuola e ai beni pubblici ha pesato sulla perdita di consensi del presidente della Generalitat e del suo partito. In Catalogna oggi sono 170.000 i disoccupati in più rispetto a solo due anni fa.

Lo scontento sociale si è trasformato in voti alla sinistra indipendentista, critica nei confronti dell’operato di Ciu alla guida del governo regionale. Esquerra Repubblicana de Catalunya (Erc) – Sinistra Repubblicana della Catalogna – con 21 deputati, si converte nella seconda forza regionale. Un successo che si avvicina al record storico di 23 seggi conquistati nelle elezioni del 2003 e che aggiunge ben 10 deputati rispetto alla deludente tornata del 2010. Appena ufficializzati i risultati, nella sede di Erc sono iniziati i festeggiamenti al grido di “Independencia”.

Il Partito Socialista Catalano (Psc) – ramo regionale del Partito Socialista Spagnolo (PSOE) – raccoglie il peggior risultato della sua storia catalana: 20 seggi (8 in meno del 2010). I dirigenti si sentono comunque soddisfatti rispetto alle previsioni negative che precedevano questa giornata di voto.

Il Partito Popolare (PP) – che governa la Spagna-  conquista 19 seggi, uno in più rispetto alle elezioni del 2010.

Miglior risultato di sempre per la sinistra ecologista di Iniciativa per Catalunya Verds–Esquerra Unida i alternativa (Icv-Euia) che ottiene 13 deputati: record storico per il partito che nell’ultima legislatura disponeva di 10 seggi e mai era riuscito a superare la soglia dei 12 deputati (elezioni 2006).

Grande sorpresa, sull’altro versante, per i 9 seggi conquistati dal partito anti-indipendentista Ciutadans (C’s) che triplica il proprio bottino rispetto a due anni fa. Nella sede centrale, dopo la proiezione ufficiale dei dati, i sostenitori del partito festeggiano al grido di “Mejor unidos” (Meglio uniti), slogan che esprime una presa di posizione netta contro il separatismo.

Chiude il parlamento regionale con 3 deputati Candidatura d’Unitat Popular (Cup), partito indipendentista di sinistra, presente oltre che in Catalogna anche nella Comunità Valenciana.

Rimane fuori dalla Generalitat il partito Solidarietat Catalana (SI) che perde i 3 deputati del 2010, anno in cui il movimento fu fondato dall’ex presidente del Barcellona Joan Laporta (dal 2011 fuori dal partito).

Registrata un’alta affluenza alle urne: 69,52%; 11% in più rispetto alle ultime elezioni. I seggi di partiti favorevoli all’indipendenza (seppur con linee politiche differenti) sono 87 ( Ciu, Erc, Icv-Euia, Cup ) contro i 48 seggi di partiti anti-separatisti (Psc, PP, C’s).

Giulio Ciavarella

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