Interviste

Guido Milana: “Il ricambio politico non può prescindere da competenze e meriti”

La competizione elettorale è una partita che si gioca sul terreno di competenze e meriti, non su quello dell’età anagrafica. Parola di Guido Milana, Vicepresidente della Commissione caccia e pesca del Parlamento Europeo. Cinquantotto anni, già consigliere Pd della Provincia di Roma e Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Milana non ci sta a farsi rottamare ed ha le idee chiare su chi sceglierà alle prossime primarie del centrosinistra. E sull’Unione Europea spiega: “L’Unione Politica è la condizione imprescindibile per dare nuovo impulso allo sviluppo del vecchio continente”.

Guido Milana il 25 novembre voterà il rottamatore Renzi o l’usato sicuro Bersani?

Tengo a precisare che il termine ‘rottamazione’ deriva da una modalità tutta berlusconiana di intervenire sulla politica. Penso che ci siano le condizioni per cui gli elettori riconoscano alle persone ruolo, storia e meriti. Le ‘fuoriserie’ della politica italiana sono statisti che hanno contribuito in modo straordinario alla crescita della nostra democrazia, anche se a volte hanno commesso errori. Possono essere superati da una proposta politica molto più forte, quello si. Ma non credo possa essere quella del sindaco di Firenze. Non si promuove un ricambio con lo slogan “togliti tu che mi ci metto io”, o rinnegando i valori del centrosinistra solo per accaparrarsi consensi. E’ per questo che sono fermamente a fianco di Bersani.

Le forti polemiche nella coalizione, non faranno il gioco del Movimento 5 Stelle?

Non penso che questo confronto, seppur aspro nei toni, determinerà un oblio collettivo. Gli italiani sanno chi e come ha governato negli ultimi anni e che c’è bisogno di dare una sterzata decisiva al Paese. Non bisogna voltarsi indietro e serve una progettualità concreta per risolvere i problemi, che non ha nulla a che fare con gli spot demagogici di Grillo.

Lei si sente da rottamare o pensa di avere ancora molto da dire?

Non ci penso lontanamente a farmi rottamare! A meno che non lo decidano gli elettori. La democrazia è bella proprio perché consente l’alternanza attraverso la competizione. Quella elettorale non è una gara podistica o ciclistica basata su doti fisiche. E’ mettere a nudo se stessi, le proprie azioni e la propria moralità, lasciando ai cittadini il giudizio finale. Un giudizio che sta sopra ogni cosa. Se poi parliamo di età amministrativa, io ho iniziato a fare politica come consigliere della Provincia di Roma nel ’95, a 40 anni, proprio quando Renzi era alla Provincia di Firenze. Se ci rottamiamo insieme, sono disponibile a sacrificarmi pur di salvare il riformismo italiano.

Il premio Nobel per la pace 2012 è stato conferito all’Unione europea. Che significato da a questa importante onorificenza?

Questo Nobel è un fatto storico, frutto di un lavoro durato decenni. La nascita dell’Europa unificata ha interrotto un ciclo disperato di guerre che caratterizzavano da sempre il continente. Come soggetto che ha sostituito all’uso della forza, il dialogo e la collaborazione tra gli Stati, in modo durevole, l’Ue ha prodotto effetti estremamente positivi, non solo dal lato della pace, ma anche dello sviluppo economico e delle conquiste sociali. E’ chiaro che il premio rappresenta anche un viatico perché arriva in un momento difficile, e una spinta verso un futuro migliore.

Il cantiere Europa, aperto nel 1957 sembra in una fase di stallo. Quali sono i nodi da sciogliere?

L’Unione europea deve evolversi e portare avanti un percorso, quello dell’integrazione, non ancora concluso. Non usciremo dalla crisi attuale senza scelte politiche radicali sia per un governo dell’economia e della finanza, sia per un diverso assetto istituzionale, più democratico e trasparente. I recenti piano anti-spread di Draghi, la sentenza della Corte costituzionale tedesca e il voto olandese, sono segnali incoraggianti, ma quello che manca è una guida politica forte. E’ necessario arrivare ad un’Unione politica e a una rivoluzione istituzionale che doti di maggior autorevolezza gli organismi comunitari che hanno la responsabilità dell’esecutivo, come la Presidenza della Commissione e il Parlamento.

Veronica Pontecorvo

 

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