Italia / Opinioni

Lacrimogeni di coccodrillo

Inversione di rotta. Dopo aver condannato duramente i manifestanti, i media e gli stessi rappresentanti del governo, stanno facendo velocemente dietro front. Davanti ai sempre più numerosi video che riprendono le violenze della polizia, in molti hanno ammorbidito o smussato le proprie posizioni. Esemplare è stato il caso della Cancellieri che dalla  solidarietà incondizionata delle prime ore verso gli agenti, è passata ad una posizione più critica dicendosi intenzionata a punire severamente “i poliziotti violenti”. Proprio lei che a caldo insisteva affinché i giornalisti mostrassero tutte le immagini -nella convinzione o forse nella speranza che emergessero chiaramente i soprusi degli studenti- ha dovuto capitolare di fronte all’acquisizione di nuovi filmati che dimostrano il contrario. A suscitare particolare scandalo è stato in particolare il video in cui si vedono sparare lacrimogeni sulla folla, direttamente dalle stanze del Ministero di Grazia e Giustizia. La Severino ha aperto un’inchiesta sulla questione, ma l’ipotesi del lacrimogeno “deviato” fatta immediatamente circolare dalla Questura e  rilanciata con enfasi dai media,non fa ben sperare in un esito positivo nell’individuazione dei colpevoli. Sicuramente si tratta di episodio grave ed inquietante,eppure gli elementi per accennare almeno una critica velata alla gestione della piazza erano numerosi ed evidenti sin dall’ inizio. Possibile che le scene delle cariche violente e dei ragazzi a terra pestati non meritassero la stessa riprovazione? La ministra ha provato a giustificarsi- non senza difficoltà- dicendo di essere stata messa al corrente di questi fatti solo in un secondo tempo, al ritorno dalla visita di Algeri. Se non era a conoscenza della situazione, come mai allora non ha sentito il bisogno di informarsi prima di schierarsi apertamente in difesa delle forze dell’ordine?

Questo goffo quanto repentino tentativo di fare un passo indietro appare dunque tardivo e poco sincero. Dopo il “pasticciaccio di via Arenula”- vero o presunto che sia-  la Cancellieri cerca di smarcarsi da quanto accaduto mercoledì,ma le sue responsabilità, così come quelle del governo appaiono sempre più evidenti. La teoria delle “mele marcie” non funziona con i manifestanti così come non funziona con le forze di polizia. Le violenze di Roma non possono essere addebitate all’ esuberanza di qualche celerino. La brutale e la sfacciata arroganza con cui è stata esercitata la repressione sono state il risultato di una volontà ben precisa: spegnere sul nascere la protesta degli studenti. Durante la Guerra in Iraq gli americani chiamavano questa tattica “Shock and awe”, “colpisci e terrorizza”. Decidere di  sciogliere con i manganelli un corteo fino a quel momento pacifico, non è una questione di ordine pubblico, ma una scelta politica. Un avvertimento chiaro, diretto soprattutto ai più giovani per la prima volta in piazza  che non hanno conosciuto la “lezione” di Genova. Una prova “tecnica” di repressione.

Edoardo Belli

2 thoughts on “Lacrimogeni di coccodrillo

  1. Pingback: Manifestazione 14 novembre 2012, Roma #14N | newsdalBasso

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s