Cultura

“Apriti Sesamo!”: il nuovo album di Franco Battiato

Spirituale, colto, esistenziale. E’ “Apriti Sesamo”. Il nuovo album di Battiato, uscito il 23 Ottobre scorso. Scritto a quattro mani con il filosofo siciliano Manlio Sgalambro, con cui la collaborazione va avanti sin dal 1994. Di lui Battiato ha detto: “mi manda i suoi testi ed io, da musicista, li taglio e cucisco a seconda delle esigenze”. Le dieci tracce che compongo l’album sono dunque il prodotto di questo connubio artistico. I testi, come di consueto per il cantautore, sono complessi e a tratti elusivi. La sperimentazione linguistica è forte, con Battiato che sconfina nell’uso di inglese e siciliano. Il tema dell’Oriente, già presente negli album precedenti, qui torna a far sentire il suo peso soprattuto nel singolo che dà il nome all’opera.

Tanti i riferimenti culturali. Da Maria Teresa d’Avila a Sant’Agostino passando per le Mille e una Notte e l’Inferno di Dante. “Apriti Sesamo” è un prodotto ricco e non solo dal punto di vista formale. Tante le tematiche affrontate. La Vita, la Morte, L’Esistenza in generale. O seguendo le parole dell’artista nel singolo Passacaglia, “il processo interiore” e “le esplorazioni e trasformazioni dell’io”. C’è tanta spiritualità e filosofia in questa opera di Battiato. La politica, tema principe dell’album precedente Inneres Auge, fa capolino in pezzi come il Serpente o Quand’ero giovane ma si trasfigura, e viene narrata in maniera quasi simbolica. Apriti Sesamo è un album che apre porte interiori e spinge al ripiegamento dell’io su stesso. Soprattutto brani come Eri con me e Irresistibile Richiamo sono di una spiritualità intensa che ricorda l’altezza della celebre E ti vengo a cercare del 1988. In La polvere del branco è il tema della morte a fare da protagonista. “Pura, inaccessibile, avvolta in una Eterna Ombra Solitaria, Oscurità Impenetrabile, Intensa, Impervia, Immensa”, così ce la descrive Battiato. Passacaglia invece è il singolo che ha anticipato l’album, uscendo il 5 ottobre. Anche qui la riflessione sull’esistenza umana e, soprattutto, la sua fugacità è protagonista indiscussa. Il pezzo è un libero adattamento della composizione classica “Passacaglia della vita”, del sacerdote e compositore seicentesco Stefano Landi.

Anche in “Apriti Sesamo” Battiato si riconferma maestro nel mescolare l’antico con il futuristico e accosta, per sua ammissione, “orchestra classica, pop ed elettronica”. L’album è di certo godibile anche se forse un po’ impegnativo soprattutto per i contenuti. C’è tanto Dio, filosofia e cultura classica narrati con una forte propensione all’astrazione e smaterializzazione della parola. Inoltre molti dei brani mancano di quella vivacità che caratterizza gran parte degli album precedenti. Passacaglia, Quand’ero giovane e Caliti Junku forse i soli pezzi a fare eccezione in questo senso.

Valentina Marconi

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