Italia / Opinioni

Nella ricerca dell’onestà l’Italia perde il senso vero della politica

Capita spesso di sentir parlare di un politico come di una persona onesta o disonesta. Capita, allo stesso modo, di ascoltare politici vantarsi della propria onestà. Succede così, che la scelta di voto di molti cittadini abbia l’onestà come unico parametro politico.

Ma l’onestà non è un parametro. L’onestà non è politica. E’ una caratteristica strutturale, almeno dovrebbe, di tutti i cittadini. Il contratto sociale, alla base dell’idea stessa di Stato, prevede che si agisca in maniera onesta. Per sanzionare comportamenti criminali esiste il codice penale. Al reato corrisponde una pena. Un politico, gestendo la cosa pubblica, ha, probabilmente, più facilità di accesso al denaro. Non necessariamente, però, un politico che non commetta reati è un buon politico. Il reato fa di un funzionario pubblico un delinquente, non un cattivo politico. Per impedire che un delinquente sia rappresentante del popolo, esistono, o dovrebbero esistere, misure apposite all’interno dell’ordinamento legislativo.
Ma un politico è, per sua natura, portatore di una visione politica. Centinaia di anni di storia della dottrina politica dovrebbero aver insegnato questo. I sessantasei anni di repubblica, dovrebbero aver mostrato come esistano diverse visioni dell’amministrazione dello Stato. La scelta politica deve essere ideologica, deve poggiare su un’idea della cosa pubblica. La sinistra deve essere sinistra, con tutte le sue sfumature. La destra deve fare lo stesso. L’onestà non sta a destra o a sinistra: deve essere elemento da dare per scontato. L’Italia, scegliendo l’onestà come valore unico, sta perdendo il senso vero della politica. Il paese sta rinunciando alla scelta, mentre il voto dovrebbe essere scelta politica e non premio o sanzione morale. La visione politica di ciascuno ha già al suo interno la morale, da cui, appunto, la visione discende. Privilegiare l’aumento della qualità dei servizi all’abbassamento delle tasse è politico. Scegliere un candidato onesto non è politico, poiché non dovrebbero esserci candidati disonesti.
Scegliere un partito in funzione dell’onestà è come scegliere una compagnia aerea perché i piloti sono capaci di atterrare. Quando si acquista un biglietto aereo, la capacità di atterrare è nel contratto appena stipulato. Non c’è nulla da specificare, perché l’aereo non può permettersi di cadere. La scelta politica dovrebbe vivere su questo assunto.

Francesco Ditaranto

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